11 Settembre 2005

            Ho avuto il piacere di assistere ad uno spettacolo dei pupi della compagnia Macrì nell´antico teatro ora restaurato di via Alessi in Acireale, una cornice ideale che calza a pennello per le gesta dei pupi siciliani.
Non bisogna essere fini intenditori per essere coinvolti da un simile spettacolo, ma andiamo con ordine, arrivo di buon ora all´ingresso del Teatro in via Alessi (i canonici 30 minuti prima dell’inizio dello spettacolo) non trovo code all´ingresso, non ci sono cordoni di polizia né i famelici tornelli da stadio; si tratta di uno spettacolo popolare ma non di massa …
Nella sala del teatro (non gremita a dir la verità) fanno bella mostra di sé i grandi antichi cartelloni di proprietà dei Beni Culturali che erano adoperati come locandine all´ingresso, la clientela é variegata, ci sono bambini ma la maggioranza sono adulti, c´é un turista che è rimasto talmente entusiasta dell´Opra dei Pupi che dopo aver portato anni fa il figlio é tornato qui portando suo nipote …
Si spengono le luci, di scena c´é il duello tra Ideo il Selvaggio e Tigre Leone, l´avvio é un adagio, i pupi escono per le presentazioni, il prologo é lungo … forse troppo; ma é un giudizio di un uomo del ventunesimo secolo abituato al ritmo frenetico del quotidiano.
Le mille voci dei pupi in realtà appartengono ad una sola, modulata ad arte ora per interpretare la foga di Orlando in battaglia ora per rimarcare la durezza e l´autorità di re Carlo Magno.
Ma é nei combattimenti tra i pupi che si rimane a bocca aperta, sarà la maestria dei pupari, saranno "le voci" dei pupi, o le loro corazze scintillanti, il rumore delle loro spade e quel inconfondibile stile nel combattimento affinato di tanto in tanto con qualche "perla" dei pupari; ne ricordo due o tre degne del miglior film di azione ma vano sarebbe il mio tentativo di descrivervi la scena poichè mille parole non sarebbero sufficienti per rendere la benchè minima idea di quello che succede; bisogna vederli all’opera.
Gli effetti speciali sono pochissimi e per lo più artigianali; probabilmente molti di noi storceremmo il naso,abituati come siamo ai film hollywoodiani; ma i pupi non ne hanno bisogno.
Durante lo spettacolo sento il cuore e la passione che muove i pupari, sul palco i pupi sono la loro espressione, le loro emozioni, i loro sentimenti e tutto questo lo spettatore lo avverte e ne rimane irrimediabilmente, magicamente attratto.
Dopo circa due ore termina lo spettacolo, si accendono le luci, gli applausi sono a scena aperta, la sala velocemente si svuota, rimango un attimo ad osservare quel palco, teatro di uno spettacolo che di certo non scorderò.
Cari pupi, é giunta l´ora dei saluti, spero che il mio non sia un addio ma un arrivederci a presto.

Gianni