Pende dai fili la storia dei Paladini di Francia
" I duelli mortali rivivono ancora con i pupi meravigliosi di Emanuele Macrì"
... espressione tipica di questa somma di tradizioni siciliane sono, infatti, gli spettacoli di età ultrasecolare, detti dei "pupi" e sorti quasi per un insopprimibile bisogno di vedere continuato, almeno attraverso finzione scenica, il fascino dell´epica cavalleresca e gente nell´ansia ignota che i complici hanno di sentirsi impegnati, loro, gli umili e spesso senza difesa, dagli invincibili eroi, protagonisti di cento battaglie combattute col nome di ..., del proprio re, della propria donna sulle labbra.
Questo il clima psicologica in cui prospera in pieno ventunesimo secolo, nell´era atomica e del tridimensionale uno spettacolo che ha mantenuto intatta la sua tecnica semplice e primitiva, ma perciò stesso la sua attrattiva su quella parte del popolo che semplice è rimasta e quindi nel privilegio di godere tale spettacolo che è poesia perché è arte spontanea che sa ancora trovare, in tanta urgenza di ricerca di mezzi nuovi e spesso forzati, la via per parlare al cuore...
... l´interesse sempre vivo ed attuale, del teatro dei pupi di Macrì, ai quali il popolo di Sicilia si sente legato (come ha detto Anita Pittoni, parlando alla radio di Trieste) "perché qui, in queste leggende trova se stesso, la miglior parte di se stesso, vi ritrova inciso il proprio carattere, la propria storia interiore, la propria poesia … Quel carattere virile e cavalleresco, pronto alla lotta ed al sacrificio per la vittoria del Bene sul Male, intesi senza cavilli metafisici; il Bene ed il Male del mondo classico e cristiano, che sono ancora oggi i termini che furono del vitale popolo siciliano"...
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