L´ultimo puparo

"La realtà è brutta", diceva Macrì per giustificare il suo mondo di marionette ...

... Orlando chiama con voce straziante i suoi compagni. Nessuno gli risponde. Ottone, Oliviero, Agolaccio, Grandonio, Grifone, Aquilante, Gualtiero, Sansonetto sono caduti ad uno ad uno, combattendo da prodi ...

... in quel teatrino, così intimo e raccolto, una settimana addietro Macrì diede la sua ultima rappresentazione. Era in programma la "chanson de Roland", la più nota, la più appassionante tra le vicende cavalleresche. Tutto è rimasto in ordine, come se da un momento all´altro lo spettacolo dovesse ricominciare: la scena con le mura di Parigi, le armate di Aquilante di Diserta, Orlando, Rinaldo, Carlo Magno tirati a nuovo. C´è qualcosa di misterioso e di arcano in quei pupi, in quegli occhi che guardano lontano, oltre la realtà, oltre il sensibile è qualcosa di umano e di dolorante. Macrì li adorava, stravedeva per essi...

... la morte di Emanuele Macrì è una perdita grave non soltanto per Acireale e per la Sicilia, ma per la stessa arte. Con lui scompare un artista sensibilissimo e versatile, un poeta, un sognatore, un "cavaliere". Si chiude definitivamente un´epoca e s´apre un problema cittadino, Macrì era, infatti, importante per Acireale: una specie di monumento. Per averne la prova basta dare un´occhiata alla segnaletica turistica; le frecce con la scritta "Opera dei Pupi" sono il doppio di tutte le altre assieme ...

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La Sicilia del 5 Febbraio 1974
Articolo di Giuseppe Contarino