La Zelantea
 

a un nome dolcissimo, come quello di una musa: Zelantea. Si chiama così la biblioteca e pinacoteca, tempio e custode, allo stesso tempo, della cultura e delle memorie acesi.

E´ l´istituzione culturale e storica della città di maggior spicco, una delle più importanti della Sicilia, un prezioso punto di riferimento per ricercatori, umanisti e semplici studiosi. Il monumentale e caratteristico edificio che la ospita sorge in via Marchese di Sangiuliano.

Fu costruito nel primo ventennio del secolo su progetto dell´ingegnere Michele Panebianco, uno dei più grandi dell´epoca.
La fondazione della biblioteca, però, è assai più remota. Risale al 1716, su iniziativa dell´accademia degli Zelanti, la più antica delle accademie siciliane. Oggi è considerata una delle più ricche biblioteche del Meridione d´Italia.

 

Vanta, infatti, un patrimonio di più di 250.000 volumi, senza contare i manoscritti, gli opuscoli e le riviste provenienti in gran parte dai lasciti di nobili famiglie acesi.

 

Il primo nucleo della pinacoteca si formò invece nel 1851. L´occasione e la spinta la fornì il nobile Paolo Leonardo Pennisi, donando all´accademia una consistente raccolta di segni, quadri e sculture.
L´esempio del Pennisi fu seguito qualche tempo dopo da Paolo Leonardi Vigo, il quale lasciò alcune delle sue opere più significative.

Fu l´inizio di una tradizione osservata in seguito da tutti gli artisti acesi: donare alla pinacoteca opere proprie, tutte degne di particolare attenzione e di grande valore. Si venne a costituire così una bellissima collezione che rappresenta oggi un´invidiabile documento storico e artistico di Acireale, riferito al lungo periodo di tempo compreso tra la seconda metà del ´600 e la prima metà del ´900.

 

Nella pinacoteca sono raccolte tele di pittori che sono andati per la maggiore, quali Giacinto Platania - da molti considerato il padre della cultura acese - Matteo Ragonis, Pietro Paolo Vasta, Emanuele Grasso, Antonio Bonaccorso, Paolo Leonardi, Saru Spina, Francesco Mancini. Si possono ammirare anche quadri di Vito D´Anna e di Giuseppe Sciuti - altri pittori locali di spicco - e di non meno importanti artisti quali Gandolfo, Giacquinto, Maccari, Preti, Tuccari e Velasquez. Tra le pregiate raccolte una menzione a parte meritano i disegni e le incisioni eseguite da Durer, Giordano, Marrotta, Morelli, Reni, Rosa, Testa e Van Dyck. La pinacoteca ospita nelle sue sale anche molte sculture. Le più notevoli sono il gruppo in gesso raffigurante il pastorello Aci e la ninfa Galatea, realizzato da Rosario Anastasi per l´esposizione di Palermo del 1846; la Testa di Garibaldi, un busto dell´eroe dei due mondi, opera di Michele La Spina e destinato a essere collocato, secondo l´artista, sullo scoglio di Quarto a Marsala e infine un busto marmoreo di Giulio Cesare, scoperto a Capomulini nel 1676 durante alcuni scavi archeologici. Assai ammirati tre cimeli storici: un cannone in bronzo del ´600, una portantina per il viatico del ´700 e la settecentesca e monumentale "Carrozza del Senato", realizzata da Alessandro Vasta, una elegante berlina di gala in legno intagliato e decorato in oro zecchino.


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