Gloria a un´arte popolare siciliana
L´America alla scoperta dei pupi
"È il teatro più formidabile che io abbia mai visto" ha detto Peter Schumann durante una sua
tournée in Europa – Elogio di Emanuele Macrì in un articolo di Fortunato Pasqualino sull´"Osservatore Romano" ...
... e Peter Schumann: "Era grande perchè gli artisti- i pupari – avevano inventato un modo di raccontare, di tradurre e di creare una realtà, che prima di ogni altra cosa era proprio era una realtà. Sebbene non capissi una parola del dialetto siciliano potevo afferrare la genuinità di quel teatro. Era un teatro necessario … fondamentalmente essenziale come il pane" ...
... Giuseppe Pitrè sapeva sinceramente commuoversi fino alle lacrime davanti a un teatrino di pupi, come Nino Martoglio sapeva affettuosamente satireggiare sui duelli dell´opra ma sia l´uno sia l´altro ... non riuscirono a capire il vero senso dei legni martoriati che sui palcoscenici, con i ritmi di una quasi liturgica drammaturgia, rinnovavano i corsi ed i ricorsi della loro "storia ideale eterna". Né capirono l´opera dei pupi Verga e Pirandello, per quanto la loro partecipazione poetica alla terra di origine e alla sua qualità tragica fosse profonda ... E si che un loro intervento avrebbe potuto determinare un grande balzo dell´opra dalla fase per così dire da "commedia dell´arte", dall´improvvisazione e dalla "tradizione" orale a quella della scrittura, come in India, in Cina, in Giappone ...
... la Opra dei Pupi è infatti uno dei teatri meno "verosimili" e anzi più surreali o astratti che ci siano, tanto quanto almeno lo erano le maschere antiche, cioè il teatro prima che cessasse di essere "rappresentazione" e diventasse "presentazione", "spettacolo", circo, arena, e così via. Oggi poi che cinema e televisione contendono energicamente al teatro il campo della verosimiglianza, un ritorno alle maschere potrebbe costituire la spinta a un teatro "più teatro" o meno compromesso, insomma, con gli altri generi di espressione artistica ...
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